L'ASSOCIAZIONE

1976
Nasce la “Squadra Volontari Anticendi Boschivi di Romano d’Ezzelino”
Fortemente voluta da Fontanesi Domenico, la squadra di anticendi boschivi romanense riunisce un gruppo di cittadini, accomunati dall’interesse per la tutela dell’ambiente naturalistico circostante: sono ventidue i volontari, che, guidati da Domenico Bontorin, primo presidente della neonata associazione, cominciano a collaborare con la sensibilità tipica, di chi ama la montagna, sentendola così vicina e così viva. Le iniziative non mancano e la squadra comincia a costruire la sua storia.
1987
Il gruppo entra a far parte della Protezione Civile
1989
È eletto presidente del gruppo Graziano Marin
Coadiuvato da un Consiglio Direttivo composto da quattro membri, il presidente Marin imprime una svolta qualitativa al gruppo, i cui interventi si fanno via via più numerosi e di riconosciuta professionalità. Il gruppo è costantemente impegnato in attività di spegnimento incendi ed altre calamità naturali; in interventi di tuteli del territorio di pertinenza e di sensibilizzazione al patrimonio naturalistico locale (tra cui il recupero del “Percorso storico-naturalistico di Col Campeggia”); importante anche la campagna anti-processionarie (Traumatocampa pityocampa, insetti le cui larve, durante i mesi freddi, costruiscono i propri nidi sulle cime degli alberi, ritardandone l’accrescimento e indebolendole), che dal 1990 impegna i volontari durante la stagione invernale. La preparazione e l’efficienza dei volontari romanensi, assicurate dai numerosi corsi di perfezionamento e dalle esercitazioni cui essi sono chiamati a partecipare, è apprezzata tanto a livello locale quanto nazionale ed internazionale, tanto da fare del gruppo un punto di riferimento anche nei casi di emergenze, che coinvolgono l’intero paese.
1992
La squadra diventa “Associazione” ed ottiene l’iscrizione al Registro regionale delle Associazioni di Volontariato
Nel 1993, definito il nuovo statuto cui farà seguito il regolamento applicativo, l’associazione prende il nome di “Volontari Antincendi Boschivi, Protezione Civile”
1994
L’alluvione di Asti
Il 4 novembre le acque del Tanaro, alimentate dalle continue precipitazioni dei giorni precedenti, travolgono il territorio dell’Astigiano, sommergendo centinaia di edifici, e provocano oltre sessanta morti. La Prefettura di Vicenza invia in aiuto alle popolazioni colpite dall’alluvione 78 volontari: tra i primi gruppi ad unirsi alla colonna vicentina è l’Associazione di Romano, che invia sul posto tredici componenti, muniti di motopompe, gruppi elettrogeni, idropulitrici e attrezzi di vario genere.
1997
Il terremoto in Umbria e Marche
Il 26 settembre per alcuni, lunghissimi minuti la terra trema, provocando il crollo, tra l’altro, del campanile di Foligno e degli affreschi della basilica superiore di Assisi. Il gruppo di Protezione Civile di Romano si impegna in aiuto delle popolazioni calamitate per ben 45 giorni, impiegando oltre 20 volontari: essi percorrono mediamente più di 100 km ogni giorno in centri come Assisi e in paesini sperduti sulle colline. Con l’atomizzatore e le pompe, si lavora per quasi tredici ore al giorno: quando rientrano dal proprio turno, i volontari sono sfiniti, ma soddisfatti di aver fornito ancora una volta il loro aiuto a persone bisognose.
1998
L’alluvione di Sarno
Tra il 22 e il 28 giugno cinque volontari, muniti di modulo antincendio e Land Rover 130, si recano in Campania, in soccorso delle popolazioni disastrate di Sarno: gli eventi franosi del 5 maggio precedente infatti, provocati dalle violente precipitazioni che hanno colpito la regione e partiti da ben 15 diversi filoni, hanno distrutto il territorio e ad Episcopio, vicina frazione, la colata di fango hanno letteralmente spostato e demolito l’intera borgata, lasciandosi dietro un canalone ormai indurito, che pare proprio una strada. I Volontari di Romano, in collaborazione con i gruppi di Mestrino, Siracusa e Colonna Lazio, operano alla costruzione degli alloggi per gli sfollati, lavorando fino a 12 ore al giorno e percorrendo oltre 2000 km.
1999
Emergenza in Baviera
Nel maggio 1999 il Danubio, aumentato di ben 8 metri di livello, straripa, sommergendo larga parte dei centri abitati e delle zone circostanti: centinaia di persone sono evacuate dalla proprie case. Il sindaco di Recoaro, paese gemellato con Neustatdt (compendio termale della R.F.T.), richiede l’intervento anche della Protezione Civile di Valdagno, Montecchio Maggiore e Romano: i volontari partono il 27 maggio per la cittadina tedesca con gruppi elettrogeni, motopompe e mezzi per soccorrere le popolazioni alluvionate.
1999
La guerra in Albania
Le tristemente note vicende dell’Albania hanno coinvolto in prima persona anche la Protezione Civile di Romano che, d’intesa con il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato PROCIV della provincia di Vicenza, ha aderito al progetto “Missione veneto arcobaleno”, inziativa umanitaria di solidarietà in soccorso dei profughi di guerra del Kosovo. Il progetto sviluppato dalla regione Veneto ha previsto l’installazione e la gestione di due moduli campali per 1000 persone completamente autosufficienti di base a Valona.
L’intervento, che tiene nei mesi di giugno e luglio, impegna i volontari di Romano, divisi in 4 turni, per un totale di 28 giorni.
2002
L’Associazione entra a far parte del Coordinamento “Brenta-Monte Grappa”
Terremoto in Molise
A seguito del terremoto, che ancora una volta flagella la regione del Molise, la Regione Veneto opera con le proprie squadre di volontari, tra cui quella di Romano, nei comuni di Toro e Monacilioni (CB) attraverso turni di lavoro settimanali: nel comune di Toro viene allestita una scuola prefabbricata, mentre a Monacilioni sono posizionati dei container abitativi ed è ristrutturato un edificio, che in origine doveva ospitare un magazzino per le scuole, trasformandolo in una struttura abitativa suddivisa in piccoli appartamenti.